Markingegno scrive in un suo post:
“Se più o meno gli stessi concetti li esprime un pinco pallino qualsiasi [pinco e pallino sono due link diversi], la soglia di attenzione e’ molto più bassa, e vuoi per una inferiore visibilità, vuoi per una minore disponibilità da parte del lettore a “fidarsi”, quei concetti passano inosservati.
Questo fenomeno è sintetizzabili con le parole web reputation, e non è tanto diverso da quello che succede con la reputazione nella
vita di tutti i giorni, quindi in parte è anche ovvio e giusto
che sia così. Non si può dare a tutti lo stesso credito.”
siccome domani sera non so se potrò seguire web2web sviluppo qui qualche spunto.
E’ vero che la web reputation non è molto diversa dalla reputazione nella vita reale. Il problema è che, anche nell’esempio esposto da Markingegno, la reputazione deriva, dipende ed è influenzata dalla reputazione della vita reale. Il pinco pallino di cui si parla è un pinco pallino nella vita reale, ma potrebbe non esserlo nel web o nella blogosfera, mentre al contrario il personaggio pubblico nella vita reale acquisisce nel web subito una determinata reputazione (vedi beppe grillo per esempio)
Purtroppo la web reputation se non è supportata da una reputazione, da una “fama” reale , spesso è misurabile solo da strane classifiche di link che non dicono assolutamente niente, anzi valgono meno della misurazione di quanto guadagna un blog con la pubblicità che lo infesta.
Esistono poche persone, in italia perlomeno, conosciute e stimate per quello che dicono più che per la loro posizione sulla classifica di blogbabel o technorati, che non è certo sinonimo di buona reputazione (a differenza forse della classifica di feedburner anche se è fallace anche questo sistema). Il problema è anche che queste classifiche tendono a portare una maggior visibilità a chi è già al top.
La web reputation è intrinsecamente legata al social e al web 2.0 dove l’utente non è mero lettore, ma è divulgatore, esposto alle critiche, quasi un personaggio pubblico. In poco tempo ci si può sputtanare come pochi, oppure emergere e spiccare. Ci sono momenti in cui sembra che hai più credito altri in cui ne hai meno (un giorno gigicogo nel web non è nessuno, il giorno dopo è seguito da centinaia di persone), ma questo è il bello del web che dà a tutti la possibilità di essere in contatto con un pubblico vastissimo, di ricevere più o meno consensi.
Concludendo: non vedo perchè accanirsi nel misurare qualcosa che in fondo può anche non essere misurata, alla ricerca di dimostrare agli altri più che a se stessi quanto bene siamo reputati. E’ vero che sono contento quando mi linkano, ma anche quando commentano i miei articoli, quando vedo che posso essere utile, divertente, o anche commovente per qualcuno, e non se salgo o meno una classifica. Ci sono piu motivi per linkare un blog del resto, non solo la stima o il piacere verso lo scrittore o l’articolo. Il celhopiùlunghismo è una malattia che affligge molti, spesso gli insicuri, che vogliono avere conferme.
Bisogna trovare nuovi modi di dare valore a persone e contenuti, che permettano al fruitore di questi di trovare veramente ciò che è reputato di qualità. Bisogna cambiare mentalità e andare oltre le classifiche che ci portano a loro volta a fare dei contenuti mediocri che attirino il grande pubblico: i numeri devono essere il mezzo, non il fine.
Web reputation
Web reputation ~ webeconoscenza
» Pinco pallino dixit – o de web reputation | Il blocco-note di Markingegno





Condivido in toto. Soprattutto l’analisi del rapporto tra reputazione nella real life e nel web. Aggiungo:
- in Italia siamo piu’ ’sensibili’ che
altrove allo star system?
- blogbabel e’ un esperimento interessante per alcuni aspetti ed una sciagura per certe perversioni che suo malgrado genera. Nelle mie esplorazioni non sono ancora riuscito a trovare niente di analogo in altri Paesi.
- dovremmo essere noi a creare una cultura ed una attenzione tale affinche’ un blogger sia considerato per la qualita’ dei contenuti che produce e non per il rumore che genera o per la sua capacita’ di applicare tecniche acchiappa link.
Il problema e’ definire cosa si intende per qualita’, e non e’ di facile soluzione.
Da: markingegno su Marzo 9, 2008
alle 7:54 am
[...] , Narcisismo , Rumore mediatico , Gossip , Alienazione , Interazione ed ancora dicono la loro mike , markingegno [...]
Da: Web2Web #3 questa sera Web Reputation! : Catepol 3.0 su Marzo 9, 2008
alle 3:37 pm
[...] da cui prendere spunto: Sovraesposizione Narcisismo Rmore mediatico Gossip Alienazione Interazione mike [...]
Da: Vittorio Pasteris » Web to web 3a puntata su Marzo 9, 2008
alle 3:46 pm
commento molto interessante per quanto riguarda la reputazione personale sul web. ma che dire della reputazione on-line delle imprese? io sto iniziando un percorso di tesi magistrale proprio sull’argomento “web reputation e imprese turistiche”. per il momento ho solo poche idee ma ben chiare, forse anche un pò viziate dalle mie esperienze personali nel settore. sono convinta anch’io che i numeri non fanno la reputazione nè di un’impresa nè tantomeno di una persona. Bisogna andare oltre alla quantità, ma alla qualità di questi numeri (mi linkano perché piaccio o criticarmi? per farsi un’idea di chi sono o per mostrare ad altri utenti i miei difetti?)
qualche idea che posso sviluppare in merito al discorso web 2.0 e turismo o consigli su letture varie ed eventuali?
Grazie!!!
ps. il mio blog è http://coccinelladj.wordpress.com
qualsiasi commento o spunto di discussione è gradito!
ciao!
Da: coccinelladj su Aprile 26, 2009
alle 9:37 am