Twitter per dire cosa si sta facendo in questo momento, twitter per essere sempre informati sulle ultime notizie, twitter per seguire un evento… ormai, per molti di noi twitter è diventato uno strumento quotidiamo come lo potrebbe essere un coltellino svizzero nella vita reale (paragone abusato).
Oggi riflettevo sull’evoluzione che stanno avendo i twitter groups, quelle comunità di amici diamici di amici che diventano sempre più grandi. Se inizialmente chi seguiva un contatto poteva benissimo non essere seguito da quest’ultimo, con l’opzione della chiocciolina diviene quasi esigenza aggiungere ai propri friends chi riceve una risposta @nickname.
I gruppi si espandono e i “link” non dipendo più da un interesse esterno a twitter (seguo pandemia perchè leggo il suo blog) ma interno (seguo pandemia perchè ha ricevuto una risposta su twitter quindi è stato “ammesso” al gruppo)
Twitter diventa una grandissima chat, sempre aperta, dove la gente non va e viene, è sempre li (in italia senza la notifica sms un po’ meno) e può decidere se fare o meno due cose: tacere e ascoltare.
Perchè Conoscenza Condivisa? Dopo questo processo di particolare networking molti hanno cominciato ad usare twitter come se il gruppo fosse un motore di ricerca: si inserisce la domanda e si attende la risposta. Una risposta a volte unica e con una attinenza che i motori di ricerca (tradizionali e web2.0) non raggiungono (anche per la quantità di risposte fornite) eguagliata probabilmente da quei portali “answers” dove la comunità si crea proprio attorno a questo servizio ma che non è sempre “connessa” e pronta a rispondere.
C’è una sorta di twitter-pigrizia latente che pian piano emerge: “Perchè devo perdere tempo a cercare un servizio quando posso palesare il mio problema a tutti e aspettare una soluzione efficace?”
Twitter quindi come Conoscenza Condivisa di fatto crea connessioni neurali virtuali pronte all’uso quando cercando nella nostra memoria non troviamo l’informazione necessaria, permettendoci di cercare nel bagaglio di conoscenza maturato negli anni di First e Second Life dei singoli user.
Esperimento: non mi ricordo come si chiama il dj con la testa a forma di palla da discoteca che negli anni novanta vedevo in televisione:
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eio @miketrevis DJ Super X guarda http://tinyurl.com/2hqbs8
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miketrevis non riesce a ricordarsi come si chiamava il dj con la testa a forma di palla da discoteca che andava in onda negli anni 90… ![]()
elena al lavoro da un po’. oggi riunione su avanzamento lavori. avanzamento?
come vedete risposta immediata e precisa, con tanto di link. Incredibile.
Link: Twitter







Non hai tutti i torti Mike: forse meglio delle community d’aiuto e supporto che ci sono in giro. Anche io ho chiesto diverse volte un help trovando ottime risposte. Conoscenza condivisa online ma quasi come si fa di solito tra amici nel reale.
Da: Dario Salvelli su Maggio 3, 2007
alle 7:53 am
Non avevo mai pensato a una concezione del genere di Twitter, anche se pensandoci bene hai ragione.
Ti dirò di più, dopo aver letto il post ho aggiunto eio alla mia treccani cinguettante
Da: Matteo su Maggio 3, 2007
alle 4:47 pm
gran bel post !!!
sottoscrivo tutto
Da: maurizio su Maggio 3, 2007
alle 8:13 pm
[...] se tutti fossimo connessi uno all’altro, bastava il twitt gisto per scatenare una reazione: Twitter come Conoscenza Condivisa (anche se attualmente, difetto della grande diffusione di twitter, queste considerazioni non sono [...]
Da: Il più completo post (in italiano) su twitter « MiKetreViS su Marzo 4, 2008
alle 8:49 pm
[...] come se tutti fossimo connessi uno all’altro, bastava il twitt gisto per scatenare una reazione: Twitter come Conoscenza Condivisa (anche se attualmente, difetto della grande diffusione di twitter, queste considerazioni non sono [...]
Da: Il più completo post (in italiano) su twitter su Marzo 6, 2008
alle 8:45 am